La storia del secondo nome dei figli maschi del primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, è curiosa e testimonia in modo chiaro quanto religione e politica fossero intrecciate in quel XIV secolo che vide Milano emergere come potenza regionale con ambizioni su tutto il resto del territorio italiano.
Gian Galeazzo Visconti era sposato con la cugina Caterina Visconti (figlia di Bernabò Visconti) e dopo aver perso una figlia la coppia aveva fatto voto alla Madonna di mettere come secondo nome a tutti i figli proprio quello della madre di Dio, ovvero Maria.D'altro canto quella di aggiungere il nome femminile "Maria" ai figli maschi è una tradizione che si è perpetuata nei secolo tanto che, per esempio, uno dei vescovi più iconici di Milano del XX secolo, il torinese Carlo Maria Martini ne è stato un esempio.
Tornando alla coppia ducale oltre a voler omaggiare la Madonna dando il suo nome a tutti i figli maschi i Visconti fecero anche voto di costruire una certosa se i successivi figli fossero nati e sopravvissuti (la mortalità infantile a quel tempo era molto alta anche fra i nobili e i ricchi).
Fu così che il 27 agosto 1396 si diedero il via ai lavori a quello che oggi conosciamo come Certosa di Pavia (uno dei monumenti lombardi più importanti e conosciuti al mondo) il cui monastero fu dedicato, ovviamente, a Santa Maria delle Grazie.
Il complesso monastico e la certosa divennero il simbolo dell'accresciuto potere visconteo tanto che la certosa divenne anche mausoleo della famiglia Visconti.
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