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Mos Maiorum è l’eteronimo sotto cui si cela un gruppo di appassionati divulgatori della storia in tutte le sue sfumature e accezioni, che ha scelto di iniziare questo progetto omonimo per avvicinare quante più persone possibili alla scoperta e conoscenza della storia in modo semplice, chiaro, accessibile a tutti e, possibilmente, non noioso.

sabato 21 febbraio 2026

21 febbraio 1814 quando Napoleone fu dichiarato morto da truffatori inglesi

È una di quelle pagine di storia poco nota ma che ha avuto un peso notevole al tempo e soprattutto nei decenni a seguire.

In quell'inizio di 1814 l'Europa intera e la Gran Bretagna in modo particolare soffrivano per il perdurare delle guerre napoleoniche e dello stato di incertezza che regnava nel mondo, anche in quello finanziario.

Occorre tener presente questo se si vuol comprendere perché accadde quello che avvenne e come fu possibile che molti, moltissimi, credettero a una notizia così clamorosa rivelatasi poi palesemente falsa.

Tutto iniziò quando un militare in divisa sbarcò da una nave proveniente dal continente e si precipitò verso Londra per portare un dispaccio urgente nella capitale.

Lungo il tragitto lui, e altri militari o sedicenti tali su altri percorsi, fecero accuratamente trapelare il contenuto dell'informazione riservata che stava consegnando, ovvero che Napoleone era stato ucciso dai cosacchi.

La notizia era a tutti gli effetti una vera bomba e se la popolazione inglese la accolse come la naturale fine della guerra, nella Borsa Valori diedi il via a una speculazione forsennata che trasformò quella giornata in una delle più frenetiche per le operazioni di borsa.

Tutti volevano investire fintanto che i prezzi erano ancora bassi sapendo che una volta che la notizia fosse diventata ufficiale le quotazioni avrebbero cominciato a salire e chi avesse comprato per tempo avrebbe potuto ricavarci lauti guadagni.

Peccato che la conferma ufficiale non arrivò mai perché la notizia era falsa, cosa che creò uno dei maggiori scandali finanziari britannici di sempre.

Non è ben chiaro come ma praticamente da subito fu accusato di aver orchestrato la truffa un eroe della marina britannica, Lord Cochrane, eletto in parlamento con i radicali e dunque non certo ben visto dall'establishment governativo.

Le indagini che portano al suo arresto furono quantomeno discutibili e ancor meno credibili furono le prove portate a suo carico, tanto che quasi nessune credette alla sua colpevolezza, se non i giudici e la parte più conservatrice della politica britannica (non certo dispiaciuta che fosse stato tolto di mezzo un avversario politico scomodo e molto popolare).

La vicenda di Lord Cochrane passò attraverso una condanna, una detenzione, una fuga rocambolesca (travestito da donna facendosi passare per la moglie che era andato a trovarlo in carcere), un nuovo arresto e una nuova detenzione per concludersi nel 1832 con la grazia concessa da re Guglielmo IV.

Chi chi fosse dietro alla truffa della finta morte di Napoleone non si è mai saputo e nemmeno le ricerche storiche più accurate hanno saputo identificare gli autori di un così complesso piano truffaldini.

Di sicuro chi lo mise in atto conosceva molto bene il funzionamento della psiche umana, delle regole del mercato e dei giusti tempi per comunicare la notizia, oltre a una importante disponibilità finanziaria per poter organizzare tutta la messa in scena.

Ciò che è risultato evidente dalle ricerche è che un simile piano non avrebbe potuto funzionare se non con una perfetta organizzazione (e dunque grandi menti alla sua origine) e a qualche tipo di copertura/appoggio ad alto livello che spiegherebbe anche perché le indagini del tempo non scoprirono nulla sui veri mandanti ma nemmeno sugli esecutori e anzi puntarono direttamente su Lord Cochrane che quasi certamente era del tutto estraneo alla vicenda.

Si tratta di una delle più grandi fake news della storia e ha ancora molto da insegnarci anche oggi, nonostante siano cambiati i tempi, i mezzi di comunicazioni e quasi tutto nel mondo.

Foto di Gordon Johnson da Pixabay